Obiettivo della Ricerca
Nella prima fase della ricerca, le unità locali dovevano lavorare in relativa autonomia, svolgendo parte del lavoro esposto nei rispettivi programmi di ricerca.
L'unità di Udine, coordinata dal prof. Niculescu, intendeva approfondire il problema della penetrazione del cristianesimo, nonchè i rapporti tra le diverse confessioni che si sono incontrate nel tardo medioevo romeno nelle regioni storiche dei principati, con le relative attestazioni linguistiche.
L'unità di Roma, coordinata dalla prof. Valmarin, aveva da investigare le specificità della letteratura romena medievale, secondo i parametri correntemente in uso per il medioevo occidentale, fatta salva la sfasatura cronologica relativa. Si doveva procedere alla fissazione di una piattaforma critica, incentrata sul concetto di canone, in base alla quale individuare le opere che ne possano essere assunte come costituenti e i generi che vengono in tal modo a raggrupparsi (nella loro concordanza / opposizione con i generi occidentali), nonché l'articolazione dei "Volksbuecher" in rapporto con le opere equivalenti delle letterature occidentali.
L'unità dell'università di Pisa, coordinata dal prof. Mazzoni, doveva affrontare problemi come la messa per iscritto (alfabeti, norma ortografica, varietà d'uso), quello dell'affermazione della letterarietà nelle prime manifestazioni di letteratura riflessa, della diversificazione stilistica e del rapporto oralità / scrittura con la sua presenza nella produzione testuale, dei modelli occidentali nella formazione dell'ambito intellettuale romeno nel XVII secolo.
L'unità di Padova, rappresentata dal prof. Scagno, intendeva procedere all'analisi sistematica delle linee di riferimento metodologiche e programmatiche che hanno contribuito alla formazione della moderna identità nazionale romena nel corso del XIX secolo, in particolare degli elementi che hanno contribuito alla strutturazione della cultura romena (il divario cronologico rispetto alla storia europea, con l'assenza di una tradizione umanistico-rinascimentale, l'incontro tra mondo bizantino-slavo e occidente latino, la presenza della cultura austro-germanica, la riserva del patrimonio folclorico).
L'unità di Torino, coordinata dal prof. Cugno, impegnata sui problemi dello sviluppo della letteratura romena nel XIX e XX secolo, con particolare attenzione agli snodi cruciali, si era proposta di analizzare l'affermazione della prosa d'arte a partire dal circolo di "Junimea" (con la più generale influenza modellatrice della cultura francese e di quella tedesca, con la scoperta della poesia popolare), l'opera di Eminescu come sintesi post-romantica della tradizione e come innovazione seminale, il teatro degli inizi.
Per raggiungere gli obiettivi proposti, si riteneva necessario fissare incontri di lavoro che preparassero e agevolassero la migliore integrazione possibile tra le diverse unità di ricerca e i singoli componenti.
Risultati
In conformità con gli obiettivi prefissati, ciascuna unità è pervenuta alla fine del primo anno di attività a risultati che, ancorché parziali, dimostrano il carattere innovativo del taglio metodologico e della visione d'insieme che caratterizzano il progetto di ricerca cofinanziato.
L'unità di Udine, grazie anche ad una raccolta di dati d'archivio inediti (Parigi, Bibliothèque Nationale; Roma, Archivio della Congregazione De Propaganda Fide; Bologna, Biblioteca dell'Archiginnasio), ha fatto registrare alcuni importanti risultati relativi alla penetrazione del cristianesimo in Dacia (Al. Niculescu), alla diffusione del cattolicesimo nei Principati romeni (T. Ferro), ai problemi confessionali in Transilvania nei secc. XVI-XVII (C. Alzati). L'unità di Udine si avvia così a una definizione dell'identità romena nello spazio balcanico attraverso il delicato intreccio dell'identità culturale, di quella religiosa e di quella linguistica.
L'unità di Roma ha dato avvio ad un lavoro di reperimento e spoglio della bibliografia critica specializzata, presente nelle biblioteche romane, nonché di materiali del fondo mss. della Biblioteca dell'Academia Româna (Bucarest). All'interno di quest'attività, si è proceduto all'indagine metodologico-critica destinata a fissare il supporto teorico per la sistematizzazione del materiale, al fine di realizzare l'auspicata ri-lettura della letteratura rumena antica, in particolare sul concetto di canone (A. Tarantino). A partire dal modello in uso per le letterature romanze occidentali, si è proceduto alla definizione di categorie di generi entro cui distribuire le attestazioni manoscritte e a stampa che compongono il corpus della letteratura medievale dei secc. XVI-XVIII (L. Valmarin). Si è dato inizio ad una catalogazione dei testi lirici, con l'intento di costituire, entro il termine della ricerca, una sorta di "canzoniere" destinato a ridefinire la storia della poesia rumena.
Più in particolare, il lavoro condotto direttamente nel fondo mss. della B.A.R. ha consentito alla prof. Valmarin di identificare un testimone finora ignoto di un importante testo apocrifo (la "Palia istorica") di cui sino a questo momento si conosceva un unico esemplare, lacunoso e incompleto (notizia della scoperta in "Critica del Testo", nel corso del 2001). All'attività dell'unità di Roma ha preso parte la dott. C. Stan, che ha il compito di illustrare le tendenze di sviluppo della lingua romena.
I componenti dell'unità di Pisa hanno proceduto al lavoro di reperimento e di spoglio della bibliografia critica specialistica, relativamente alle tematiche di pertinenza dell'unità. L'attività di documentazione si è altresì svolta presso la Biblioteca dell'Academia Roma^na e quella Nazionale di Bucarest. In questa prima fase, si è proceduto a individuare le tappe dell'affermazione di una coscienza culturale romena, che dietro lo stimolo dei modelli esterni ha prodotto una diversificazione stilistico-letteraria, il cui risultato più rilevante, al di là di specifici prodotti d'arte, parrebbe essere l'affermarsi del concetto stesso di letterarietà (B. Mazzoni). All'interno delle divaricazioni stilistiche, un attento esame del rapporto oralità / scrittura, in interferenza con le coppie popolare / colto, stile alto / stile basso etc., non solo come modalità di comunicazione, ma anche al livello di ideologia culturale, ha provato a spiegare la valutazione positiva dell'oralità (mnemotecnica - retorica - spontanea) all'interno della cultura romena (R. Zafiu). Sono stati affrontati anche i problemi della messa per iscritto (spinte interne / esterne, varietà d'uso, fonematica / grafematica, alfabeti, norma ortografica e storia), la vicenda delle oscillazioni ortografiche nel corso della storia romena, e più specificatamente per gli ultimi decenni in Romania e nella Repubblica di Moldavia (M. Lorinczi). Un ulteriore contributo sulla formazione della figura dell'intellettuale nelle regioni romene è parso servire a illustrare meglio il quadro complessivo della civiltà letteraria romena nei secc. XVII e XVIII (L. Uricaru).
In questa prima fase della ricerca, dall'analisi puntuale della bibliografia, da parte dell'unità di Padova, si è verificato che lo sviluppo della civiltà letteraria romena moderna, condizionato dal tema fondamentale dell'identità nazionale in rapporto con il più vasto contesto europeo, non può essere analizzato esclusivamente sulla base della dicotomia "autoctonismo tradizionalista / occidentalismo progressista" (R. Scagno). La contemporaneità di fenomeni letterari e artistici che in Occidente sono storicamente successivi (il "paradosso della simultaneità" secondo Sorin Alexandrescu), la divaricazione e/o la tensione conflittuale tra il modernismo delle teorie estetiche e la modernità quale orizzonte di valori liberali e democratici, l'alternarsi o addirittura il coesistere di atteggiamenti e scelte estetiche di avanguardia con l'attaccamento al fondo culturale popolare, le accelerazioni verso l'Occidente e la chiusura etnocentrica, presenti a volte nello stesso autore, nella stessa rivista letteraria o nella stessa corrente, sono tanti aspetti diversi delle aporie della cultura romena. La consapevolezza della crisi della modernità - acutamente presente nei rappresentanti della "giovane generazione" tra le due guerre mondiali - talvolta ha implicato scelte radicali sul piano politico in senso antidemocratico, ma anche fecondi risultati sul piano della creatività artistica e aperture sprovincializzanti in senso antieuropeocentrico.
Per quanto riguarda l'unità di Torino, i primi risultati parziali hanno illustrato alcuni aspetti delle più recenti manifestazioni letterarie romene, sulle quali ancora poco si è lavorato fuori della Romania, con particolare riguardo al postmodernismo in prosa e in poesia (M. Cugno) e all'esplosione, successiva all'89, della memorialistica fino a quel momento non pubblicabile (F. Del Fabbro).
Per l'affermazione della prosa romena moderna, si è indagato il problema dello specifico nazionale nella narrativa della seconda metà dell'Ottocento e del ruolo del circolo "Junimea" (C. Fanella). Per la parte concernente la prosa del Novecento e per il teatro in genere e per la critica letteraria, nella riunione svoltasi a inizio d'anno presso l'unità di Pisa si è deciso di invitare a collaborare come free lancers alcuni prestigiosi critici romeni (Fl. Manolescu, I. Simut, M. Martin, Ad. Niculescu, I. Both, I. Vartic, S. Alexandrescu). Questa apertura è parsa necessaria soprattutto in vista della auspicata pubblicazione della ricerca, per garantirne l'organicità e completezza.
ATTIVITA' DEL COORDINATORE
Accanto a incontri con i responsabili delle singole unità, è stato compito del coordinatore della ricerca anche quello di stabilire contatti di collaborazione con colleghi romeni, cooptati per la stesura di taluni sottocapitoli all'interno del piano di lavoro complessivo dell'opera.
VERIFICABILITA' DEI RISULTATI:
INCONTRI DI LAVORO
- 20-21 gennaio 2000 - Incontro di studio a Pisa: organizzazione del lavoro delle cinque unità coinvolte nel progetto.
- 22-24 novembre 2000 - Presentazione e discussione a Udine dei risultati parziali, conseguiti da ciascuna unità e dai singoli componenti, alle Giornate di studio : "Geografia e storia della civiltà letteraria romena nel contesto europeo" (si allega in calce il programma dettagliato).
I primi risultati delle ricerche presentati alle Giornate di Udine entreranno nella elaborazione finale, che verrà realizzata proprio a partire da essi nel corso del prossimo anno (è intenzione del coordinatore del progetto attivare un sito WEB dell'Associazione Italiana di Romenistica - AIR, all'interno del quale pubblicare i testi delle comunicazioni presentate a Udine).
COMUNICAZIONI SCIENTIFICHE
su riviste specializzate o altre pubblicazioni in corso di stampa:
- T. Ferro in "Analele Universitatii din Timisoara"; in "Omaggio al Prof. Al. Niculescu", Ed. Forum, Udine; in "Studi in onore di G. Barbina", Venezia;
- L. Valmarin: comunicazione su "Eteroglossia e multiculturalismo nel canone della letteratura rumena antica", al XXVIII Convegno Internuniversitario su "Plurilinguismo e letteratura", Bressanone, 6-9 luglio 2000, in stampa negli atti;
- B. Mazzoni, "Sull'equivoco dell'identità", nel vol. "Il piacere della ricerca", Il Bagatto, Roma;
- R. Zafiu, "Scriere si oralitate", "Scriere si rescriere", Conversatii", "Scrisori", sulla rivista "România literara", n. 6, 7, 41 e 47 dell'anno 2000.
- R. Scagno: "Alcuni punti fermi sull'impegno politico di Mircea Eliade nella Romania interbellica: un commento critico al dossier Toladot del 1972", in "Esploratori del pensiero umano. Georges Dumézil e Mircea Eliade", Jaca Book, Milano, 2000, pp. 259-289.
CONTRIBUTI AL DIBATTITO INTERNAZIONALE
M. Cugno, B. Mazzoni e R. Scagno hanno partecipato al Convegno internazionale sulla "Cultura romena e il problema della modernità" organizzato dalla Fondazione Culturale Romena a Sinaia (Romania), 22-25 giugno 2000.
Problemi
a. Relativamente all'unità di Udine, il pensionamento del responsabile locale, prof. Alexandru Niculescu, ha imposto la sua sostituzione: dal 1 novembre 2000, ne è divenuta responsabile la dott. Teresa Ferro, già componente dell'unità; del resto, in considerazione della competenza e della fattiva collaborazione del collega Niculescu, si è ritenuto indispensabile conservare la sua presenza all'interno del progetto, rimanendo dunque egli componente dell'unità di Udine (fax trasmesso dal coordinatore centrale al CINECA e al MURST in data 29.11.2000).
b. In considerazione dell'ampiezza del tema di ricerca proposto e di alcune difficoltà emerse in dipendenza di ciò, particolarmente per il Novecento letterario romeno, intendiamo favorire - in perfetto accordo con il responsabile dell'unità di Torino, prof. Marco Cugno - la collaborazione esterna di qualificati studiosi stranieri, che saranno invitati, come peraltro già in parte previsto, a tenere comunicazioni al convegno internazionale che si terrà a Roma entro la fine del 2001. Le relazioni verranno incluse nella pubblicazione definitiva, prevista per il 2002.
c. In seguito a un'istanza del prof. Roberto Scagno, che peraltro si riferiva - accogliendo - a un suggerimento formulato nella valutazione del progetto da parte di uno dei revisori anonimi, relativamente alla consistenza numerica esigua del personale coinvolto nell'unità di ricerca di Padova, abbiamo deciso di stipulare un contratto "per prestazione strumentale alla ricerca" al dott. Adrian Niculescu, docente alla Scuola nazionale di Scienze politiche e amministrative di Bucarest, che collaborerà con l'unità di Padova, anche se il suo compenso, per ragioni amministrative, graverà sui fondi dell'unità di ricerca di Pisa (fax del coordinatore nazionale in data 18 dicembre 2000).
d. Per mere ragioni organizzative, il primo incontro di lavoro, previsto originariamente a Udine e mirato a definire la partizione dei compiti e le scadenze relative, si è tenuto a Pisa, nei giorni 20-21 gennaio 2000. Al contrario, nei giorni 22-24 novembre 2000 si sono svolte a Udine, anziché a Pisa, le Giornate di studio dedicate alla presentazione e alla discussione delle prime risultanze delle ricerche previste all'interno del progetto (cf. Programma del convegno, nella sezione 2.1).
Obiettivi per il secondo anno del programma
Nella seconda fase della ricerca, si approfondiranno i temi già in buona parte realizzati nella prima fase, esaurendo l'esame comparativo dei materiali documentari raccolti (in particolare per le unità di Udine, di Roma e di Pisa) e si procederà all'interpretazione complessiva delle singole tematiche e delle articolazioni storiche che a quelle presiedono.
Durante questa fase, si intensificheranno gli scambi e i contatti fra le diverse unità operative (Roma-Udine, Pisa-Roma, Padova-Torino). Proseguiranno paralellamente gli studi lungo le direttrici dei rispettivi programmi di ricerca, fino al raggiungimento degli obiettivi specifici evidenziati distintamente nei diversi modelli B e nel modello A, sotto 2.4, Fase 2. Non sembra pertanto necessario procedere a una riformulazione della proposta originale.
La ricerca culminerà in un convegno internazionale da tenersi a Roma, entro la fine del 2001, aperto in primo luogo agli studiosi che hanno partecipato al progetto, ma esteso a colleghi romeni nonchè ad altri studiosi stranieri, in cui si esporranno i risultati scientifici raggiunti.
I componenti delle diverse unità di ricerca procederanno alla stesura dei "capitoli" di una sintesi originale della civiltà letteraria romena, che verrà pubblicata in volume nel corso dell'anno 2002. Grazie all'adozione di un punto di vista empatetico, ma esterno alla cultura romena, l'opera privilegerà l'analisi delle connessioni tra la civiltà letteraria romena e le culture maggiori europee, un'analisi libera dagli schemi comparatistici che un certo complesso di inferiorità della critica romena ha tenuto per circa cento anni sotto il segno dell'angoscia dell'influenza.
Data 18/12/2000 12:16
Relazione finale
Obiettivo della ricerca è stato quello di studiare i tratti
distintivi della civiltà letteraria romena in rapporto con i modelli delle
culture maggiori dell'Occidente europeo, rapporto complesso quanto per molti
versi singolare, dimidiato tra una consapevole opzione verso modelli vari, via
via italiani, tedeschi, francesi e un'altrettanto forte anxiety of influence,
che ha portato talvolta a un arroccamento su malintesi valori identitari.
I contributi delle singole unità di ricerca hanno mirato ad
approfondire lo studio degli snodi problematici, focalizzando i punti di
tensione che hanno segnato i tempi e i modi della creazione e dello sviluppo
delle diverse comunità letterarie romene, quali si sono andate affermando nelle
regioni di Transilvania, Moldavia, Valacchia e successivamente nello stato
unitario.
L'ipotesi di lavoro che un asse simbolico fondamentale
attraversi l'intera civiltà romena, l'asse Oriente/Occidente (pensiamo ai campi
della lingua, della chiesa, delle ideologie; all'approccio mitizzante all'idea
di romanità, fino ai tardivi miti letterari del balcanismo e della
Mitteleuropa) ci è parsa confermata dai contributi che, da angolazioni diverse,
i componenti delle cinque unità di ricerca hanno prodotto.
La ricerca ha inteso privilegiare di fatto lo studio delle
connessioni spazio-temporali, ovvero della proiezione geografica della
storicità: si pensi, in particolare, a temi quali Medioevo romeno / Medioevo
occidentale - si vedano, al riguardo, i risultati offerti dall'unità di
Roma-"La Sapienza" - ovvero décalage / sincronizzazione, modernismo /
tradizionalismo - come è stato illustrato dall'unità di Padova etc.
Così, all'indomani della caduta del ceausismo, la lettura e
l'interpretazione del passato hanno potuto rinunciare al paradigma
vetero-risorgimentale, che intendeva l'evoluzione letteraria come uno sviluppo
lineare e progressivo, teleologico si potrebbe quasi dire, della storia, in una
chiave dunque prettamente nazional-popolare.
I risultati della ricerca ci paiono confluire verso una
visione nuova, più moderna, costruita secondo una prospettiva dell'alterità,
che diventa così complementare rispetto alle diverse storie della letteratura
romena già esistenti, le quali tendono a privilegiare ancora la formula del
disegno storico, concepito come un armonioso svolgersi di eventi (piuttosto che
fare ricorso all'uso di categorie quali "lunga durata", continuità e
frattura nello spazio e nel tempo, cultura dell'immaginario e via dicendo).
L'insieme della ricerca, che abbiamo visto e voluto anche
come momento di confronto tra metodologie e approcci disciplinari diversi, ha
inteso avere una sicura ricaduta sul piano del dibattito scientifico italiano,
in considerazione del fatto che gli unici lavori di sintesi sulla letteratura
romena reperibili sul nostro mercato librario erano di certo assai datati (cfr.
B. Munteanu 1947; G. Lupi 1955; I. Gutia 1971). Per offrire l'accesso più ampio
ai risultati della nostra ricerca, che si è venuta costituendo come una sintesi
critica originale, consentendo di cogliere, riteniamo, le problematiche
complesse che il discorso storico-letterario romeno riveste oggi, raccoglieremo
i saggi conclusivi in due volumi che verranno pubblicati nel corso del 2002.
Da un punto di vista concettuale, le varie unità operative
hanno lavorato secondo premesse teoriche unitarie, che hanno inteso garantire
la relativa indipendenza e insieme la complementarità dei diversi contributi.
Ci si è prefisso di discutere le premesse generali, gli
esiti parziali e di verificare i risultati delle indagini in vari incontri di
lavoro (a Pisa, gennaio 2000, e a Udine, dicembre 2000), a cui hanno preso
parte i colleghi delle Università italiane coinvolte; i risultati definitivi
sono stati presentati al convegno finale (tenuto a Roma, d'intesa tra
l'Università di Pisa e l'Università di Roma-"La Sapienza", dal 15 al
18.XI.2001) che, accanto ai 15 docenti delle cinque sedi universitarie
coinvolte nel progetto cofin, ha visto altresì presenti, con una attiva
partecipazione, alcuni dei maggiori studiosi di livello internazionale (tra
questi, ricordiamo i proff.: Sorin Alexandrescu, dell'Università di Amsterdam e
di Bucarest; Matei Calinescu, della Bloomington University, Indiana; Florin
Manolescu, dell'Università di Bochum; Liviu Papadima, dell'Università di
Vienna; nonché gli eminenti colleghi dell'Università di Bucarest Dan Horia
Mazilu, Mircea Anghelescu, Mihai Moraru, Ioana Parvulescu, Mircea Vasilescu).
L'insieme dei contributi presentati al Convegno di Roma
verrà pubblicato in due volumi, di oltre 600 pagine, editi dalle Edizioni Plus,
dell'Università di Pisa, entro l'anno 2002.
Per offrire un degno completamento al lavoro
complessivamente svolto, il coordinatore centrale ha da ultimo coinvolto le
proff. Ioana Both, dell'Università "Babes-Bolyai" di Cluj-Napoca, e
Irina Nicolau, vice-direttrice del nuovo, eccellente "Museo del contadino
romeno" di Bucarest, che hanno accettato rispettivamente di redigere due
saggi, uno sulla storia della critica letteraria in Romania, l'altro sulle
strutture tradizionali dell'immaginario romeno.
La cura del primo volume dell'opera, che porterà come titolo
"Geografia e storia della civiltà letteraria romena", è stata
affidata ai proff. Luisa Valmarin e Mircea Anghelescu; il secondo, ai proff.
Bruno Mazzoni e Florin Manolescu.
L'ampiezza delle tematiche da affrontare, la sopraggiunta
indisponibilità del collega Aldo Cuneo, l'invito già espresso da uno dei
valutatori (relativamente alla consistenza dell'unità di ricerca di Padova),
hanno suggerito di estendere via via ad alcuni altri colleghi, esterni
all'università italiana, la partecipazione alla nostra ricerca cofinanziata.
Per ampliare e rendere più circostanziato lo studio delle
varie problematiche storico-culturali, letterarie e filologico-linguistiche
della civiltà romena, sono dunque stati invitati, per la parte antica, i proff.
D.H.Mazilu, M.Moraru, M.Vasilescu; per la parte moderna, i proff. M.Anghelescu,
S.Alexandrescu, L.Papadima, I.Both, Adrian Niculescu; per il XX secolo, i
proff. I.Parvulescu, M.Calinescu, Fl.Manolescu.
La redazione in lingua romena di un cospicuo numero di
contributi ha imposto una diversa distribuzione delle risorse finanziare, al
fine di potere sostenere, con le somme già assegnate, le spese relative ai
costi di traduzione in lingua italiana dei relativi testi, in vista della loro
inclusione nei due volumi del ponderoso lavoro finale "Geografia e storia
della civiltà letteraria romena".
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